martedì 24 marzo 2009
martedì 17 marzo 2009
giovedì 12 marzo 2009
Post champions crash

Premessa
La vera vita è quella che intercorre tra una delusione e l'altra.
Tra un picco di spensieratezza ed un altro. Un intervallo tra apici emozionali. Il resto sono solo eccezioni. Così vedere quella foto, che usavo come segnalibro in una lettura dello scorso anno, è stato un apice emozionale. Ora ci dev'essere il momento di stallo, per forza, vedrai che vinciamo.
E invece no, puntuale come il sole a primavera, siamo fuori.
Disse Piero, che ho appena ringraziato,sia per l'invito che per il biglietto per gli U2, per la seconda volta in un giorno.
Un ristorante cinese, immagino più orientale di Luicin a san Lorenzo, prenotato per le 20.30. Due ragazze che ci aspettano davanti al luogo di ristoro per le 20.25. Due ragazze che non ho mai visto. Due ragazze che Piero non ha mai visto, ma ha sentito via MSN.
“Con una delle due ci ho chattato parecchio, l'altra è l'amica che fa da ruota di scorta. Voglio dire, invece di stare a casa , ci facciamo due palle comunque ma vivendo un esperienza diversa.”
“Bella esperienza ah, lo sai che dopo ieri”
“Sei catastrofico, come un film di Michael Bay, che poi siete abituati a perdere in Europa”
“Non infierire tintu.”
“Piuttosto, parliamo di cose serie. Ci andiamo a luglio a Milano?
“Ma si si, decidete voi...”
“Sei pesante, come un film di Orson Welles.”
“Ma la smetti co 'sti riferimenti cinematografici? Svolta, c'è La Pagoda.”
Troviamo parcheggio. Scendo dalla macchina pensando all'imminente appuntamento, agli involtini primavera fritti nell'olio di mais ed alla foto dell'anno scorso nel libro di Saramago.
Quella foto, non so nemmeno perché ci ripenso, mannaggia a me.
“Eccole, sono già arrivate” sussurra Piero, con una certa ansia da ragazzino.
'Ma quella non è...' pensai io fra me e me.
“Sono quelle che fumano davanti alla porta.”
Non ci credo. Caschetto nero la più bassa, ci avevo provato spudoratamente qualche venerdì fa, prima di abbrumarmi di Montenegro. Una delle due ragazze è proprio lei.
L'altra è facilmente inquadrabile. Solita miss da provino del Grande Fratello; crede di stare in una città dei sogni, nel loft dell'Italia. Svegliati, sei nel cesso dello stivale, ed abbiamo pure finito la soda caustica per ripulirlo. Vabbè che c'è un bel mare, ma c'è poco da stare allegri.
Arrivati di fronte a loro, Piero si manifesta con un cenno della mano, per poi passare alle presentazioni.
Scopro con disgusto che la ruota di scorta di cui sopra e la mia ultima infatuazione sono la stessa persona (è bello avere gusti diversi con gli amici in fatto di donne!).
Al momento della stretta di mano, i suoi occhi si spostano, per una frazione di secondo, verso destra. Mi ha riconosciuto, ma facciamo finta di niente. Almeno ho scoperto come si chiama. Un nome così banale che è già uscito dalla mia corteccia cerebrale.
Decidiamo di entrare.
Un cinese, tutto ciuffo e doppiopetto bianco, ci fa accomodare al tavolo.
La formazione è la seguente: io e Piero uno di fianco all'altro, con le nostre dame sedute, rispettivamente, davanti a noi.
Piero inizia a parlare a manetta con il suo contatto di MSN, alternando battute divertenti a discorsi che richiamano questa o quella chattata o di facebook e cose così.
Nome Banale, mostrando l'insicurezza tipica delle ruote di scorta, balbetta un timido: “Allora, come va?”
Dal momento che qui non si può far finta di non esserci, impostando lo stato su “Invisibile”, sono costretto a rispondere.
“Chiedilo a mio figlio, quando ne avrò uno.”
“Tu? Vorrai avere dei figli?” prova lei con fare accomodante.
“Perché no.” taglio subito corto io.
Segue il momento delle ordinazioni.
Piero ci dà dentro, come fosse la prima volta in un cinese, prendendo antipasto, primo e secondo(assolutamente ignaro delle bombe al fosforo che ha appena ordinato). Io mi limito ai classici spaghetti di soia ed involtini primavera. Nome Banale prende solo un piatto a base di verdure, volendo fare l'impegnata nel cibo sano, nonostante una silhouette non proprio sottile. Il contatto MSN di Piero non ho idea di cosa ordini, sto pensando alla foto e non la sento nemmeno.
La cena prosegue con me che assecondo ogni discorso che Nome Banale tenta di abbozzare. Scommetto che prima o poi finiremo a parlare del tempo meteorologico, ultima spiaggia prima degli acciacchi di salute o degli aneddoti vacanzieri completamente inventati.
“Certo che per essere Marzo fa ancora freddino...”
Come volevasi dimostrare. Che ragazza prevedibile. Eppure mi piaceva così tanto qualche giorno fa.
“Potevi metterti un maglione, invece del top.”
Ammetto la cattiveria, ma la troppo fresca eliminazione dalla champions, un paio di impicci sul lavoro, e il due di picche di cui mi volevo vendicare accrescevano la mia acidità(che poi era data in larga parte dagli involtini primavera!)
“Poi al concerto avrei avuto un caldo da morire!”
Oddio. Sgrano gli occhi.
“Che concerto?”
Il chattatore pazzo, avendo captato il mio stupore, si volta verso di me.
“Socio, scusa, me n'ero scordato. Nel dopo cena si pensava di ammazzare la serata andando a 'sto concerto. Il gruppo è di fuori, qui non suona mai. Dai che ci distruggiamo. Più tardi ho pure una notizia bomba da darti!”
Non c'è mai fine al peggio, pensai, pure un'altra notizia bomba.
Se non fosse che rovinerei la serata a lui, sarei già volato via.
Questa serata finirà, prima o poi.
Mi ritorna in mente una frase che Lorenzo mi disse in una giornata passata al bowling Roma in un Febbraio di qualche tempo fa.
“Non può piovere per sempre.”
O forse era...
“Può piovere per sempre, Mattè.”
Ma non potevo starmene a casa ad ascoltare il nuovo di Elvis Perkins, oppure andare al cinema così come avevo pensato?
Magari invitavo Nome Banale...ma almeno lì avrei potuto dormire!
Questo racconto è dedicato a:
- tutti quelli che si sono abituati a vedere l'inter fuori dalla champions a marzo, ma non ancora rassegnati
- tutti quelli che per fortuna hanno un amico juventino che gli organizza le serate
- tutti quelli che hanno tampinato una ragazza per tutta la sera, ma lei niente, si rifà viva solo quando siete tutto da un'altra parte
- a tutti quelli che non tollerano il cinema di Bay, ma nemmeno quello di Orson Wells per carità
- a quelli che odiano il cibo cinese
- ai bevitori di amaro montenegro
- a chi non ha mai ascoltato Elvis Perkins
- e a chi ha una foto in mezzo ai libri
Raffio 'old trafford' Fiore
mercoledì 25 febbraio 2009
Tra le cose che scrivo per te
ascolta, il tempo che batte su ognuna di queste parole.
è la melodia che tu ti immagini sia.
ascolta e ascolta.
ferma tutto ora.
lento e lento è.
ascolta.
posso far curvare i pianeti
e tu...non puoi fare nulla.
la melodia che segui con gli occhi
ad ogni cambio di capoverso, non ti permette
di cambiare l'orizzonte che io
traccio.
ascolta.
non c'è qui una cosa che sia reale,
un'abitudine, qualcosa che conosci già
che hai saputo o creduto.
se leggi io detto la regola.
puoi fermarti...ma so che tu,
non lo farai.
e ti immagino lì, ferma così come io immagino me
ad osservare te...incauto.
ascolta e ascolta ancora,
questa musica sempre diversa che io ho scritto per te.
ad ogni sillaba corrisponde una nota e il colore,
l'intensità, la forma le decidi tu.
ascolta piano però.
io non ho colpa in questo, io ci metto solo
lo spazio...la fantasia è la tua.
guarda che bella fantasia.
sei tu, in queste frasi.
la visione che ti regali è quello che ora qui sei.
ascolta, ma non aver paura, niente qui
può andare oltre quello che senti...
è un dono che ti faccio e un dono che mi concedo.
ascolta.
(lorenzo)
martedì 10 febbraio 2009
lunedì 9 febbraio 2009
...da laico credente
Eluana, cavallo di Troia dell’osceno potere
Il Vaticano ha parlato, anzi ha chiesto (imposto?) un intervento e lui celere come un treno ad alta velocità è partito per la tangente affrettandosi subito a dichiarare che non bisogna scontentare la «chiesa». Per questo obiettivo funzionale al rafforzamento del suo governo e per accreditarsi come unico interlocutore della gerarchia cattolica, non ha esitato ad andare contro i sondaggi. Egli, infatti, è consapevole di sapere manipolare l’opinione pubblica. Ancora più vigliaccamente, non ha esitato a scaricare la responsabilità politica e morale sul Presidente della Repubblica, cogliendo l’occasione per buttargli addosso fango e ridicolizzare il suo ruolo di garante della costituzione, additandolo al ludibrio delle genti. O si fa come vuole lui, o annulla la costituzione. Non c’è altro nome per definirlo: «Alienum a costitutione»
Su tutto prevale la strumentalizzazione ignobile e immorale di una donna in coma da 17 anni e della sofferenza atroce di una famiglia che avrebbe diritto al silenzio dei non credenti e alla preghiera dei credenti. Chi li accusa di assassinio, se si fosse nel Medio Evo, accenderebbe i roghi e brucerebbe chi pensa diversamente. Sul corpo inerme e silente di una donna martire, s’intrecciano gli interessi congiunti di convergenze politiche e politico-pseudoreligiose per riposizionare il proprio vantaggio, fino al punto che il Vaticano si è schierato contro il Presidente della Repubblica («ci ha deluso»), violando così apertamente il concordato che è la vera palla di piombo al piede della laicità dello Stato italiano. Si parla di «principi», senza rendersi conto che la guerra dei principi, e la storia ne è satura, ha sempre e solo lasciato sul terreno morti e genocidi.
Oggi tutti si accorgono che togliere l’alimentazione e l’idratazione, sebbene forzate, significa compiere un omicidio. Ogni giorno in tutto il mondo, compresa l’Italia, nella più totale indifferenza di tutti, singoli e istituzioni, vediamo milioni e milioni di donne, bambini, anziani scientemente privati del cibo e dell’acqua: perché non si grida con la stessa forza e con lo stesso sdegno all’omicidio, anzi al genocidio? Perché ai negri, agli indiani, agli asiatici, ai latinoamericani, agli emigrati, ai nomadi, ai barboni, ai poveri si possono togliere alimentazione e idratazione e farli morire di fame e di sete, senza che nessuno grida allo scandalo? Perché le nazioni «evolute» per i loro interessi si accaniscono a togliere loro nutrimenti e acqua senza che nessuno li accusa di essere responsabili di stragi? Cosa c’è di diverso tra Eluana Englaro e i milioni di morti di fame e di sete sparsi nel mondo e nelle nostre città?
Berlusconi ha trasformato Eluana in un martello pneumatico per accelerare lo stupro della democrazia, togliendole il cibo del diritto e l’acqua della legalità disponendo del parlamento come della sua personale garçonnière, un lupanare all’aperto. Il picciotto che presiede il Senato ha subito risposto e si è immediatamente predisposto alla bisogna. Don Rodrigo e i suoi bravi non esitano a mandare a mare la suprema Magistratura dello Stato pur di affermare la bulimia ingorda di potere senza freno e senza legge e anche senza alcuna moralità.
Fa pena vedere la gerarchia cattolica fornicare con costui dal quale dovrebbe guardarsi perché è un insulto all’etica, alla religione e ai principi del cristianesimo. Sul corpo esangue e martoriato di una povera donna, inconsapevole, si stanno stringendo nuove alleanza politiche in vista di un futuro drammatico: Berlusconi Casini e fondamentalisti cattolici del PD quanto prima riformuleranno la loro posizione politica. Con la benedizione di papa, cardinali e vescovi. Povera Chiesa! Misero Stato!
Su Eluana nello stato in cui si trova dopo la sentenza della Cassazione, posso solo ripetere le parole del canonico Tosi sul letto di morte di Alessandro Manzoni: adorare, amare, tacere. Prego in silenzio per Eluana, e con il mio angelo custode mando una carezza al suo papà e alla sua mamma.
Genova, 7 febbraio 2009
Paolo Farinella, prete
venerdì 6 febbraio 2009
OGGI è DITTATURA
I nuovi santi
giovedì 5 febbraio 2009
martedì 3 febbraio 2009
Una Chiesa tutta da rifare

E' una Chiesa cattolica l'attuale, che mortifica cinquant'anni di riforme morali e spirituali. Dallo "sforzo coraggioso" che fu il concilio, mai come ora la gerarchia ecclesiastica turba le coscienze e gli animi di cattolici e non. Vioelenta verso la diversità sessuale e religiosa, arrogante nel prender posizioni sulla tutela della vita, bigotta e ignorante, la "nuova" Chiesa concepita da papa Ratzinger e dai soliti " cardinali fedelissimi", è incapace di leggere la società civile e i suoi bisogni,
giovedì 29 gennaio 2009
10 anni fa

Al ristorante messicano, tra il primo e il secondo, il piano per portare a letto la signorina sta fallendo in maniera imbarazzante. Stanno discorrendo animatamente sul crack della Parmalat.Al dolce, parteggiano per l'unione monetaria dell'UE.Mentre la riaccompagna a casa, quando la disfatta ha già assunto contorni grotteschi, riescono anche ad avere un mezza scaramuccia su dei Buoni Ordinari del Tesoro.A destinazione, Matteo deciderà di non scendere ad aprirle la portiera.Il vestito succinto era semplice indice di cattivo gusto.Carlotta esce quasi correndo e non si congeda nemmeno con gentilezza, almeno quella che si addicerebbe ad un'impiegata "cazzo", pensò Matteo.
Questa sua condizione social-culturale, gli permette anche di vivere qualche storiella insipida con donne che trova attraenti, ma mai con sgallettanti senza ingegno. Gli piace pensare che lui non è uno che si accontenta.
In un altro luogo, un uomo in doppiopetto ripensa alla giornata odierna. L'ebrezza di sentirsi un predatore lo ha eccitato. Si potrebbe dire che sia fiero di avere ucciso.Ancora non sa che da quel giorno, ogni notte, si addormenterà con l'abat-jour accesa.Mentre Matteo si pentirà, non è dato sapere per quanti anni ancora, di non averci provato con più insistenza e magari di esserci riuscito.
A volte un "due di picche" può uccidere...
sabato 3 gennaio 2009
anno nuovo
di un post capodanno
di un post natale
di un post berlino
di un post di storie che finiscono e di altre che non sono mai iniziate
avrebbe biosgno di rispondere a delle mail di auguri (alcune bellissime che meritano una risposta e forse arriverà appena trovo le parole)
di rispondere in vece di sms inviati che aspettavano una risposta
potrebbe raccontarvi del mio capodanno
forse qualcuno potrebbe raccontarmelo a me, visto che ne ho a tratti ricordi annebbiati
potrebbe dirvi dell'angelo che avrò scippato in qualche cielo sopra berlino
e che mi porto appresso nelle notti di inverno
potrebbe dirvi che bello è stato passare a terry la ballata tra piccole iene da ballare con amici perduti che un giorno ritroverò
potrebbe dirvi del mare d'inverno, della pioggia che sbatte sugli ombrelloni in veranda
potrebbe ma ...
preferisco andare a bere un aperitivo
che non sono in vene di riflessioni troppo profonde
e preferisco avere pensieri superficiali
buon anno
su quello che verrà
raffio "con il suo angelo di berlino" pax
giovedì 18 dicembre 2008
La fine
Io mi incazzo verso chi grida "a casa Veltroni". Per coerenza dico che mi sono incazzato in passato, anche verso chi invocava D'alema o i Ds come ispiratori di un idea riformista.